costi-di-produzione-leaderproduzioneHo avuto anche io questa brutta esperienza e so cosa vuol dire avere il telefono che sembra il centralino dei pompieri durante un attentato.

Purtroppo questo tipo di situazione l’ho vissuta anche io quando, nel 2007, mi hanno messo a capo della manutenzione in una prestigiosa multinazionale Tedesca.

Giusto per darti l’idea della situazione : 26.000 mq di capannone, 120 impianti tra rettifiche, torni, dentatrici … 1 reparto di trattamento termico (con 4 forni, tempre a induzione, forni a pozzo …) 1 reparto di verniciatura con 2 grandi cabine, più di 100 banchi di collaudo….insomma c’era da divertirsi.

Ti racconto cosa è successo il mio primo giorno come responsabile di manutenzione, era il 1° aprile 2007 e mi hanno fatto proprio un bel pesce!

Mi chiamano alle 9:30, il magazzino automatico era allagato!

Ma come mi sono chiesto?

Su questo magazzino (lungo oltre 100 metri, alto 18 e largo 12) c’erano solo ingranaggi e materiali ausiliari. Non c’erano nè liquidi, nè oli.

Ma ecco cosa vedo quando arrivo ancora col fiatone.

Un lago a terra ed una specie di cascata del Niagara che dal muro stava allagando tutto il reparto.

Insomma, a causa di un errore dell’operatore, le forche del traslatore del magazzino (la macchina che tipo muletto carica e scarica i bancali da questo magazzino) avevano urtato un bancale di ingranaggi….che per mia massima fortuna erano piombati proprio sopra il tubo dell’antincendio.

Ma non finisce qui, perchè quando la sfortuna colpisce…non si risparmia. Anzi!

Cadono questi ingranaggi da circa 25 kg l’uno sul tubo e lo squarciano. Danneggiano il traslatore e mettono fuori uso tutto l’impianto anti incendio aziendale.

Peccato che questo servisse sia per la sicurezza del trattamento termico, sia per le cabine di verniciatura.

Ed in più, gli ingranaggi caduti servivano proprio per una commessa urgente…e chiaramente non ce ne erano altri disponibili.

Questo è stato il mio battesimo.

Non ti sto a raccontare che per tutto lo stabilimento avevo 3 meccanici, 2 elettronici, 2 elettricisti ed un jolly…e che due di queste persone sono uscite da lଠad un anno perchè sono state messe in pensione…senza essere rimpiazzate.

Ti ho dato solo il quadro d’insieme del contesto in cui mi muovevo.

Le cose non sono affatto migliorate quando ho iniziato a seguire la produzione.

Non so come mai ma c’erano tre regole che sembravano sempre essere valide :

Succede anche nella tua realtà ?

 

Se capita anche a te, tra un pò ti racconto come io ho risolto questo problema.

La quotidianità  dei miei clienti era qualcosa del tipo :

Sbaracca una macchina, sposta il materiale, cerca come un matto i disegni, i materiali e tutto quello che ti serve, prega di non dover chiamare quello dell’ufficio tecnico perchè hai bisogno di qualcosa …. e intanto arriva sera e tu sei sfinito (e a volte il problema non è stato risolto).

Mi sembrava di assistere ad un incontro di box tra un pugile dilettante ed il Mike Tyson dei tempi migliori.

Il problema principale erano le consegne…nonostante le mille corse per i reparti i ritardi erano cronici.

Ecco cosa ha fatto per sistemare la situazione e come i tempi di consegna sono diminuiti.

 

La cosa principale che avevo notato era che, durante le riunioni con la programmazione, questi tendevano a “ottimizzare i carichi” di lavoro sugli impianti.

Cioè le macchine più costose e performanti erano anche quelle più cariche e sfruttate.

Alla mia domanda.

“Ma scusa se la rettifica xyz è scarica e riesce a fare quel prodotto come mai continui a caricare la rettifica abc dove ci sono problemi di personale ed è carica come un cammello?”

La risposta mi lasciò a bocca aperta.

xyz è più lenta di 4 minuti a pezzo e ci vogliono 3 ore e mezza a fare il cambio prodotto (set-up).

Ma quanto potevano pesare 4 minuti su una lavorazione di 54?

In pratica mi stava raccontando che :

Da un punto di vista “logico” non c’era niente da dire. Il problema è che poi il caos lo trovavo io in produzione.

Macchine quasi ferme, mentre altre erano super cariche. Gente in giro per lo stabilimento in cerca di qualcosa, spostamenti continui di materiali, piccoli magazzini sparsi ovunque, il capo che urlava perchè le consegne erano in ritardo.

 

Da un punto di vista “logico” non c’era niente da dire. Il problema è che poi il caos si ribaltava poi in produzione.

Macchine quasi ferme, mentre altre erano super cariche. Gente in giro per lo stabilimento in cerca di qualcosa, spostamenti continui di materiali, piccoli magazzini sparsi ovunque, il capo che urlava perchè le consegne erano in ritardo…

Insomma qualcosa non funzionava.

Ecco la soluzione che ho trovato per ridurre i tempi di consegna…e come si sono ridotti anche i costi di produzione

 

Da giorni avevo questo tarlo in testa, dovevo capire come fare ordine in questa situazione.

Ed ecco la ricetta che ho usato e che mi ha anche permesso “come effetto collaterale” di ridurre i costi di produzione.

ridurre i tempi di produzione

Per prima cosa ho individuato quali erano i colli di bottiglia, ossia quegli impianti che mi rallentavano tutto.

Esattamente come un imbuto col “collo stretto” arrivava molta roba da lavorare ma ne usciva poca.

Notai inoltre che questi “colli di bottiglia” non erano poi cosଠtanti. Nel mio caso erano 3 su una cinquantina di macchinari.

La seconda è stata ridurre il tempo di attrezzaggio (set-up per fare il cambio prodotto).

Riducendo il tempo di attrezzaggio (set-up) guadagni in flessibilità  produttiva.

L’azienda aveva due turni di lavoro per un totale di 15 ore giornaliere.

La “scusa” era : uso il solito impianto perchè cosଠnon perdo 3,5 ore per cambio prodotto.

Il tempo è stato portato a 1,5 ore dopo una settimana di lavoro e con 274 euro di spese.

Facendo cosଠsi è potuto espandere questo nuovo sistema alle rettifiche uguali e si è ampiamente recuperata la perdita di 4 minuti a pezzo prodotto.

Proprio con questi due concetti in testa iniziai a lavorare per far sଠdi distribuire meglio i carichi e per guadagnare in flessibilità .

Nel giro di qualche mese la situazione era cambiata di molto : niente transumanze di personale, niente impianti sovraccarichi.

Cosa puoi fare concretamente per migliorare la tua situazione?

 

Per prima cosa osserva dove sono i tuoi colli di bottiglia.

Queste domande ti possono aiutare a individuare potenziali colli di bottiglia.

Poi misura esattamente dove stai sprecando tempo. Qui ti metto il link a una risorsa gratuita. Puoi scaricarti, se non lo hai ancora fatto, un report e due strumenti operativi che ti serviranno proprio in questo.

Una volta misurato cosa ti sta facendo dannare, trova il modo per migliorare la situazione.

Potresti aver bisogno di lavorare sui tempi di attrezzaggio oppure su aspetti relativi alla qualità .

Qualunque sia “la cosa” che ti sta rallentando in questo momento hai solo un modo per migliorare la tua situazione :

Per cui ti invito ad andare oltre i problemi giornalieri e a trovare una soluzione per risolvere i problemi che ogni giorno ti rubano un sacco di tempo ed energia.

Se hai domande scrivimi pure qui sotto, ti risponderò quanto prima. 

Se invece hai fretta di migliorare la tua situazione contattami direttamente.

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