Domenica (27/12) sono tornato a casa (Malta) da Treviso.

Nonostante le mie 2 ore di anticipo sull’ora di partenza del volo, l’aeroporto era completamente saturo.

Quasi tutti i voli erano in ritardo, le persone erano persone irritate…tutta colpa della nebbia?

Assolutamente no!

Ecco cosa è successo e cosa può succedere anche nella tua azienda.

Dalle 16:30 alle 17:40 avevano pianificato di far partire 6 voli (tutti voli Ryanair su Boing 737).

Calcolando almeno 200 persone a volo, c’erano 1200 persone in transito con almeno 1 bagaglio a mano. Molte persone (anche famiglie) stavano partendo per le vacanze per cui c’era almeno una valigia ogni 2 persone.

Per cui 1.200 persone, con almeno 1200 bagagli a mano da controllare e 600 valigie da imbarcare (tutti numeri sottostimati).

Infine c’erano solo 3 scanner per i bagagli attivi, ogni pernsona doveva svuotare le tasche, togliersi giacca, estrarre tablet, pc….insomma la solita procedura pallosa.

Se pensiamo GENEROSAMENTE che ogni persona ci mette SOLO 20 secondiecco cosa ha causato la coda : 1200 persone x 20 secondi = 400 minuti.

400 minuti in 3 scanner = 133 minuti il che significa 2 ore e 13 per smaltire tutto. Il mio volo è partito con 45 minuti di ritardo ( e sono arrivato 2 ore prima)…e ti assicuro che la nebbia c’era ma non disturbava molto.

Cosa c’entra tutto questo con la tua azienda produttiva?
E come impatta sui costi di produzione?

 

L’aeroporto ha subito un picco di lavoro dovuto ad un effetto di stagionalità  : durante le festività  le persone si spostano di più (settimana bianca, trovare amici o parenti, chi torna a casa perchè lavora all’estero…)

Probabilmente la struttura non era preparata ad assorbire un picco cosଠalto di viaggiatori.

Il collo di bottiglia (o vincolo) erano gli scanner. Solo 3 con un ritmo di 20 secondi a persona (e sono generoso, famiglie con bambini, anziani o viaggiatori “improvvisati” quadruplicavano abbondantemente questo tempo).

Ecco come lo stesso effetto impatta sulle aziende :

Di fronte ad un picco di stagionalità  o ad una variabilità  di mercato (picco di richieste) non sanno far fronte.

La produzione si intasa di semilavorati ed ecco che anche i tempi di consegna si allungano di molto, arrivando cosଠa scontentare il Cliente.

 

Immagine

 

Anzichè cercare il vincolo in azienda, sfruttarlo al meglio e ottimizzare il flusso produttivo in funzione del vincolo, si tende ad aumentare i lotti produttivi in modo da mettere a magazzino la merce che poi verrà  assorbita dal Cliente.

Ecco allora gli effetti di questa scelta :

Ecco cosa fare se ti trovi in questa situazione

Il “salva ordini” è rappresentato dal magazzino. Di solito quando aumenta di molto è perchè si tendono a produrre merci che si pensa verranno assorbite dal mercato.

Purtroppo questo non sempre accade ed ecco perciò che le previsioni “vanno in fumo” ed i prodotti restano lଠsugli scaffali.

Il problema, al di là  del valore fiscale del magazzino, è che per produrre quelle merci hai impegnato personale, macchinari, energia, tempo e materiali. Tutto questo si tramuta in migliaia di  euro che ora sono lଠsullo scaffale, che forse nessuno chiederà  e che rischi diventino obsolete col tempo.

Proprio perchè tutto si è generato da un collo di bottiglia inizia ad individuare i colli di bottiglia nel tuo stabilimento.

Quali sono questi colli di bottiglia?
A che ritmo producono?
Che mix di prodotti passa su questi colli di bottiglia?
Che marginalità  hanno questi prodotti?

 

Inizia a misurare la loro produttività  e a capire come puoi ottimizzarli.

Puoi ridurre il tempo di attrezzaggio (tempi di set-up) ?
Oppure puoi “proteggere” il tuo collo di bottiglia con un piano di manutenzione migliore?

Se ti serve un aiuto qui trovi un ottimo strumento gratuito per misurare le criticità  nel processo produttivo.

Scarica l’ebook che ti guida passo passo nell’individuare le criticità  e nell’eliminarle. Oltre a questo troverai anche due strumenti PRATICI per eliminare le criticità .

Se hai domande scrivi pure qui sotto ti risponderò il prima possibile.

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